Istituto Statale Istruzione superiore A. Rosmini Grosseto

La storia e le caratteristiche

La Rassegna Provinciale del Teatro della Scuola-Premio Città di Grosseto - si realizza per la prima volta nella primavera del 1997. L’idea nasce dalle insegnanti Maria Cristina Angeli e Lucia Matergi dell’Istituto Magistrale “A.Rosmini” di Grosseto, che già gestivano il laboratorio teatrale della scuola.

Le Amministrazioni Provinciale e Comunale sostengono l’idea e volgono sulla Rassegna finanziamenti propri e regionali.

La prospettiva della rassegna é quella di raccordo tra scuole intorno ad un progetto che:
1. le dinamizzi e metta in circolo i saperi
2. impegni i docenti a riflettere su risultati didattici reciprocamente verificabili
3. crei negli studenti più giovani il piacere di sperimentare forme espressive legate all’istintualità educata e, nei più grandi, interessi verso un’arte di pensiero-parole-voce-gesto
4. dinamizzi i processi di apprendimento dei ragazzi.

Già la prima rassegna, affrontata in modo sperimentale con esigui finanziamenti, registra un grande successo e consenso da parte delle scuole che aderiscono con entusiasmo.
Dal secondo anno con i finanziamenti provinciali si organizzano corsi per docenti e, successivamente, anche per gli alunni delle scuole del territorio.
Dal 2005 la Rassegna grossetana si fa promotrice di un altro progetto di formazione, destinato agli alunni delle scuole superiori della Provincia : Intercity Connections, nato dal Teatro della Limonaia di sesto Fiorentino.
In generale i corsi di formazione , arricchiti e diversificati nel tempo, hanno riscosso grande successo, avviando un percorso che condurrà nel tempo gli insegnanti a vedere nel teatro:
1. sempre meno un’attività ricreativa buona solo per divertire temporaneamente i ragazzi
2. sempre più uno strumento didattico organico ad un’idea dinamica di  scuola, che intende sollecitare nei ragazzi energie mentali e crescita civile.

Dal 2000 il progetto Rassegna é entrato nel P.I.A. ed ha quindi avuto accesso ai fondi regionali.

Dal 2001 la rassegna grossetana fa parte del CORA ( Coordinamento Nazionale Rassegne di teatro scolastico, organizzato dal Teatro Giovani di Serra San Quirico, in provincia di Ancona, che gestisce la Rassegna Nazionale).

Dal 2001 la rassegna è selezionatrice, insieme a Bagni di Lucca, degli spettacoli che dalla Toscana possono accedere alla Rassegna Nazionale.

La manifestazione grossetana rappresenta un unicum in Italia, almeno per certi aspetti. Il primo tra questi é il forte ruolo dei ragazzi. Se é teatro di loro, loro lo devono fare e lo devono guardare. Non c’é spettacolo in Rassegna che non abbia un pubblico e una giuria di studenti.

Si lavora molto sulla formazione di questo pubblico, nella convinzione che sia importante creare una rete di scuole per far circolare idee, mettere in comune percorsi e risultati, suscitare vicendevolmente dubbi e spunti.
Il pubblico in Rassegna é protagonista. Se il teatro per i ragazzi significa davvero avvicinamento agli altri, scoperta di linguaggi diversi, di vie più originali e avvincenti di comunicazione, l’unica strada per mettere alla prova i percorsi compiuti é puntare l’attenzione anche su chi é spettatore.

E’ per questo che tutto un settore organizzativo della Rassegna é dedicato alla composizione delle platee. Alle scuole dell’intera provincia ( e da qualche anno anche di altre parti della Toscana) viene per tempo sottoposto il “cartellone”per scegliere gli spettacoli per loro più interessanti. Le scuole sono a conoscenza del fatto che, se portano un loro lavoro teatrale in Rassegna, é opportuno che assistano almeno ad uno spettacolo di altre compagnie. Fare e osservare quello che é stato fatto dagli altri é non solo una buona lezione estetica, ma anche un prezioso esercizio di accettazione e di autocritica.

Naturalmente viene sollecitata fortemente la presenza in platea anche degli alunni di classi o di scuole che non fanno teatro: spesso questa esperienza, che diverte e interessa, diventa stimolo per mettersi in gioco, per provare a propria volta ad esserci, magari l’anno successivo.

Ogni compagnia, dunque, fa la sua rappresentazione davanti ad una platea di coetanei, e questo dinamizza chi sta sul palco, senza scoraggiare chi sentirebbe troppo inibente una presenza solo adulta.
E le giurie dei ragazzi, da sole, stabiliscono i vincitori ( anche se non mancano, dagli ultimi anni, premi della critica, a cura del comitato scientifico).

I premi sono eseguiti da altri ragazzi, gli studenti del Liceo Artistico, che li elaborano su progettazione annuale. Si può dedurre da tutto questo l’ampiezza e l’articolazione del circuito giovanile che si é venuto a creare, per non parlare del coinvolgimento di tanti esperti di teatro, sempre più ricercati dalle scuole per coadiuvare il lavoro degli insegnanti.
La progettualità che sta alla base di questo percorso tende a vedere il teatro come punto di aggregazione di dinamiche in cui il giovane si trova al centro di un circuito su cui gravitano il mondo degli adulti (genitori, insegnanti, esperti), le realtà geografiche diverse (provincie, regioni, ecc.), le problematiche civili (incontro di popoli, accettazione, impegno sociale).

Con il tempo la Rassegna grossetana, infatti, é cresciuta in estensione ( prova ne é la partecipazione di scuole extraprovinciali ), e in gamma di proposte. C’é dietro tanto lavoro e tanto, si capisce bene, ce n’é ancora da fare: ma le premesse sembrano proprio quelle giuste.

Segnalato su Vivi Grosseto
Realizzato da Logomatica